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“Purple Haze” – Jimi Hendrix

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Una batteria che preannuncia l’incombenza di un pericolo, di una forza misteriosa ma al contempo intrigante; una chitarra che suggella l’oscura previsione narrando le gesta di una foschia color porpora che, seppur effimera, avvolge con fermezza la mente di un uomo (“Purple Haze all around, don’t know if  I’m comin’ up or down…”); una voce che irrompe nell’incanto generato dalla fantasia chiedendo paradossalmente aiuto (“Help me, help me!”), nonostante stia vivendo un momento di distacco dal reale in totale estasi (“ ‘Scuse me while I kiss the sky ”). È una voce eclettica: black, profonda, prepotente, blues. È quella di Jimi Hendrix nella sua straordinaria ed inimitabile interpretazione di “Purple Haze”, brano nato dall’estro creativo del leggendario profeta del rock il 26 dicembre del 1966. Pare che, il giorno precedente alla stesura del testo, Hendrix sognò di essere sott’acqua avvolto da una foschia color porpora che gli fece perdere l’orientamento, fino a quando arrivò Gesù a salvarlo. Il titolo iniziale fu infatti “Purple Haze Jesus Saves”, poi convertito nel definitivo “Purple Haze”. Un nome che rimanda chiaramente alle droghe ma, nonostante la “haze” sia una particolare variante di cannabis, nel testo non ci sono riferimenti espliciti. Anche se, molto probabilmente l’ispirazione non nacque da un sogno, bensì da un’allucinazione generata dall’uso di stupefacenti. Se è vero ciò che scrisse il poeta e drammaturgo Shakespeare, ovvero che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, quello di Hendrix era composto da una magica essenza che ha generato un successo senza pari, pilastro dell’acid rock e del rock psichedelico. Nessuno meglio di Jimi ha infatti incarnato la spericolata rincorsa creativa degli “anni sessanta” e rappresentato l’ebbrezza giovanile dell’epoca. Classificata al primo posto delle 100 canzoni con i migliori riff di chitarra dal mensile inglese “Q”, “Purple Haze” è il brano che ha ispirato John Frusciante nella composizione di “Dani California” dei Red Hot Chili Peppers. Inoltre è stata utilizzata nel 2004 per uno spot comparativo della Pepsi Cola, in cui compariva un Jimi Hendrix bambino indeciso tra un distributore di Coca Cola e uno di Pepsi. È proprio il trascinante e psichedelico suono della chitarra che lo aiuterà a scegliere l’una invece che l’altra: la Coca Cola, accompagnata dal riff di “Purple Haze” suonato con la fisarmonica, sarà miseramente sconfitta.
(Pubblicato su Eclipse Magazine)
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