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Razionalità

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Entro nel mio supermercato di fiducia (evito di fare pubblicità occulta) e, tra un reparto e l’altro, ecco che in sottofondo passa una canzone del mio gruppo preferito degli allora tormentati anni adolescenziali. Flash back inevitabile: bolle di ricordi rimbalzano nella mia mente. Rimpiango la facilità con cui riuscivo ad emozionarmi allora. L’adrenalina dei primi concerti, l’ansia e l’imbranataggine nel chiedere foto e autografi, le corse alle transenne.

Ho barattato il tutto con una razionalità che probabilmente non mi appartiene. Forse la musica doveva restare solo una passione pura e incontaminata e non diventare un lavoro freddo e inanimato. Forse dovremmo un po’ tutti tornare bambini e provare a lasciarci trasportare dalla fantasia.

La razionalità è una serial killer: uccide le emozioni, le passioni e la fantasia.

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La genesi del blog

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Sono sempre stata scettica e diffidente nei confronti dei blog. L’idea di mettere nero su bianco i miei pensieri, le mie critiche musicali, le mie passioni, le mie turbe psichiche, i miei momenti di follia, i miei aforismi e il mio sarcasmo, rendendoli merce libera su piazza, mi ha sempre fatto storcere il naso. Ma… solo gli ignoranti non cambiano idea, no? Ed eccomi qui, lunatica più che mai, che mi affido a questo strumento satanico per nutrire il mio fisiologico bisogno di scrivere in totale libertà. Tempo fa seguii una conferenza per il MarteLive 2011 e uno degli ospiti era l’attore Antonio Villani. Sono rimasta colpita da una sua dichiarazione: “Recitare per me è un’esigenza biologica. Quando non lo faccio sto male. Io sento il bisogno fisico di farlo e quando sono sul palco o sul un set mi sento vivo”. E’ quello che provo io quando scrivo, quando sono ad un concerto rock o quando incontro un musicista. Così mi autodefinisco la groupie delle parole perché amo la musica, perché amo scrivere, perché mi affascina il fenomeno groupie e, applicando il loro esempio alla scrittura, faccio l’amore con le parole provando a trasformare un semplice amplesso in una psichedelica arte. La mia testa ha preso il volo verso orizzonti fatti di note musicali che tagliano un cielo che pare uno spartito. Le nuvole spesso m’impediscono di leggerlo ma, appena il sole ricomincia a brillare, le mie mani eseguono una sublime melodia… e la words’ groupie viene fuori.