KUTSO che band!

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Già il nome è tutto un programma. Sì perché kuTso si legge proprio come immaginate, all’inglese. Dietro ad un appellativo così irriverente si cela una live band capace di trasformare un concerto in una sorta di festa collettiva in cui la parola d’ordine è “divertimento”. Hanno all’attivo l’EP “Aiutatemi”, hanno vinto importanti concorsi come l’“Heineken Jammin’ Festival Contest” nel 2007 ed il “MarteLive” nel 2011, hanno aperto i concerti di Bugo, Radici Nel Cemento, Nobraino, Bud Spencer Blues Explosion, Roberto Angelini e Pier Cortese.

Loro sono: Matteo Gabbianelli (voce), Luca Amendola (basso), Donatello Giorgi (chitarra) e Alessandro Inolti (batteria), quattro ragazzi che infiammano i palchi con le loro acrobazie, gli svariati travestimenti del chitarrista-trasformista, gli stage diving del cantante e, naturalmente, con la loro trascinante musica che si destreggia magistralmente tra rock, grunge, funky e beat. A fare da filo conduttore a tutti questi generi che compongono il sound dei kuTso è il concetto di dinamismo: la distruzione e la creazione, il colpo di scena, il fare e il disfare.

E, a proposito di dinamismo, ascoltando attentamente le parole delle loro canzoni salta fuori un imprevedibile colpo di scena: i testi sono intrisi di sarcasmo, disfattismo e nichilismo; accompagnati dalle musiche allegre e solari però, essi perdono quell’aurea di negatività e, in questo modo, tutti i mali vengono esorcizzati con una grassa e sana risata. Il grunge quindi accompagna la band non sono musicalmente ma anche nei testi in cui ritroviamo i temi tipici del genere nato nei anni ‘90, come la ribellione, il pessimismo e la violenza nichilista e autodistruttiva.

Tra un vocalizzo e una supercazzola, tra una verticale e un acuto, l’autore dei testi, Matteo, tiene a sottolineare che i kuTso hanno una vera e propria missione: trovare l’equilibrio tra suono e concetto tramite un linguaggio composto, a metà tra scherzo e provocazione in una forma strettamente aderente alla struttura melodica dei brani. La band ha all’attivo solo “Aiutatemi” perché, per il momento, fare un disco non rientra nei loro obiettivi e preferiscono farsi conoscere tramite la rete e i concerti. Inciso su etichetta 22R, l’EP contiene quattro brani davvero “kutsooti” tra cui l’omonimo “Aiutatemi”, una canzone in cui l’80% dei trentenni di oggi può immedesimarsi. Matteo intona “Trovo sempre mille scuse per non muovere un dito e poi lancio le mie accuse da trentenne fallito…Aiutatemi, vi ringrazierò.”, l’esatto specchio di una generazione statica e immobile che, pur lamentandosi continuamente della situazione che vive, non fa nulla per cambiare le cose.

Nell’oscuro tunnel del dubbio che attanaglia ormai da tempo i cultori del genere, ovvero se il rock è morto oppure no, si profila un barlume di speranza nell’underground romano: sono loro, i kuTso, la rock band vestita di sarcasmo.

Se volete saperne di più:

Sito internet: http://www.kutso.com

Myspace: http://www.myspace.com/kutso

Facebook: www.facebook.com/pages/kuTso

(originariamente pubblicato su Rockisland.it – link all’articolo: http://www.rockisland.it/news-17160/kutso/)

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