Il Teatro degli Orrori live @Supersanto’s (Roma)

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24 giugno 2012, ore 23. Si alza il sipario e il colore nero mette in scena il suo monologo. Il palco di un concerto come quello di un teatro. Non si tratta di teatro contemporaneo, né di quello classico e neppure di teatro dell’assurdo. E’ il Teatro degli Orrori. Teatrale è Pierpaolo Capovilla che, armato della sua voce luciferina, ha combattuto con e contro le chitarre distorte della band. Il Teatro degli Orrori, dove persino una partita di calcio – vista dagli occhi di Capovilla – diventa un male della nostra società. “Guardate, guardate pure quei miliardari in mutande inseguenti un pallone! Vent’anni fa il calcio era bello, ora fa schifo” – ha urlato il cantante durante i rigori di Italia-Inghilterra.

Tra i nuovi brani tratti da “Il mondo nuovo” e le vecchie glorie, Il Teatro degli Orrori ha infuocato il pubblico per un’ora decretando la sua essenza rock, ribelle e filosofeggiante. L’ossigeno ha lasciato il posto all’adrenalina, regina incontrastata dei polmoni dei presenti. Si salta, si urla, si poga, ci si incazza e ci si commuove, sul finale, con “La canzone di Tom”. Come ci illudi Tom di essere ancora tutti vivi…

Forse Capovilla parla troppo o forse no. Ciò che conta è che attira gli sguardi e gli orecchi di tutti come fosse una calamita. Genera inquietudine, ma fa anche tanta tenerezza. E’ lui, è Pierpaolo, il cantante/attore/filosofo che domina la scena con il suo mood incazzato e passionale. Ed è sempre lui che, a fine concerto, si affaccia alle transenne e abbraccia con affetto e umiltà i suoi giovani fan.

A proposito, l’Italia ha vinto o no?

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