La lotta contro i mulini a vento

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Al liceo, durante una delle stupende lezioni di letteratura spagnola, Miss P. lesse alcuni passaggi di Don Quijote de la Mancha – il romanzo di Miguel de Cervantes noto in Italia con il nome di “Don Chisciotte” – e ne rimase profondamente affascinata. Lei, proprio come il protagonista del libro, lotta ogni giorno contro i mulini a vento. Al contrario di Don Chisciotte che combatte per difendere i deboli, l’egoista Miss P. lo fa solo per realizzare i suoi sogni. Ma è risaputo che i desideri sono come le ciliege: uno tira l’altro, ad ogni sogno realizzato ne subentra subito uno nuovo e poi un altro ancora, in un circolo vizioso senza fine. E’ come se dentro di lei ci fosse  un verme solitario che si nutre della soddisfazione di un desiderio. Miss P. è sempre stata molto fortunata perché molti dei suoi sogni – all’apparenza utopici – si sono realizzati. Purtroppo però, dopo una momentanea sensazione di felicità, le hanno sempre lasciato un senso di insoddisfazione. E’ un po’ come gli aficionados delle droghe: partono con la canna, poi provano la cocaina, poi sperimentano le pasticche e poi finiscono col bucarsi. Miss P. è drogata di sogni, non le bastano mai, vuole sempre di più. D’altronde solo una folle come Don Chisciotte potrebbe aspirare ad una professione in via d’estinzione quale è quella del critico musicale. Miss P. infatti ama le complicazioni e quando non è la vita ad offrirgliele se le va a cercare da sola. Sono le sfide, le situazioni difficili, le imprese impossibili ad iniettare nelle sue vene l’adrenalina che le fa battere il cuore e la fa sentire viva.

A 14 anni Miss P. perde la testa per un ragazzo che vede sfrecciare con il motorino sul corso del suo paese. Lei – palesemente bruttina, magrissima, praticamente una Pianura Padana con la testa e i capelli lunghi – non viene nemmeno degnata di uno sguardo. Quando Miss P. compie 17 anni, lui si innamora di lei. La soddisfazione è grande ma poi… PUFF… tutto finito. Miss P. ama il ricordo del ragazzo indifferente, non l’attuale fidanzato cotto a puntino. Miss P. vuole di più.

A 20 anni Miss P. legge per la prima volta il suo nome sullo schermo del pc, la sua firma sotto un articolo di giornale. Miss P. scoppia in lacrime per l’emozione. Il secondo articolo e la seconda firma diventano già routine. Miss P. vuole di più.

A 21 anni Miss P. finalmente ha un bel po’ di corteggiatori. L’unico che però riesce ad attirare la sua attenzione se ne sta in un angolo, vicino alla porta, con aria indifferente. Miss P. deve conquistare lui. Ci riesce, l’amore è grande come anche le complicazioni. Ma poi… PUFF… tutto finito. Miss P. vuole di più.

A 23 anni Miss P. riesce a conoscere e conquistare colui che a 15 considerava l’uomo della sua vita, quel ragazzo irraggiungibile che aveva sempre visto dietro una fredda schermata. Tra di loro la distanza era tanta e i confini erano tracciati da insormontabili transenne. Ma Miss P. non hai mai abbandonato le speranze ed ha continuato ad inseguire il suo sogno, quell’uomo bello e impossibile. E in un indimenticabile giorno Miss P. ci riesce. La soddisfazione è grande ma poi… PUFF… tutto finito. Miss P. non si accontenta e vuole di più.

Miss P. ora ha 24 anni e alcuni eventi spiacevoli hanno spezzato molti dei suoi sogni. Miss P. però continua ad essere molto ambiziosa ma soprattutto determinata e, finché non si fa molto male, non abbandona il campo di battaglia. Qualcuno le ha fatto capire che nella vita non si può sempre ottenere ciò che si vuole, nonostante ci sia tutta la volontà per riuscire nell’impresa. Questo soprattutto in campo sentimentale, dove non esistono regole né strategie e non tutti possono innamorarsi di lei. Miss P., masochista per natura, non riesce proprio a disintossicarsi e continua imperterrita a lottare contro i mulini a vento. Quando cade nello sconforto e per un attimo pensa di mandare tutto a puttane, cerca di viaggiare con la mente indietro nel tempo ritornando ai suoi momenti felici. E subito riacquista la carica giusta.

Ho scritto “momenti” felici perché, si sa, la felicità non è mai assoluta. Essa è fatta di mortali ma intensi attimi. Se tutti i nostri momenti felici si potessero immortalare e mettere insieme in un enorme collage appeso alle nostre pareti, potremmo finalmente provare quella sensazione di felicità totale e travolgente sconosciuta all’essere umano solo guardandolo.  Questa è un’altra utopia di Miss P., un’altra sconfitta. Ma la vita è anche questo e non resta che accettarla per quello che è, perché anche il fato è un mulino a vento e non possiamo far altro che accettare il naturale susseguirsi degli eventi, lasciare che sia così… LET IT BE…

http://www.youtube.com/watch?v=1cfHhAoj3P4&feature=fvsr

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