Led Zeppelin IV

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Senza ombra di dubbio, Led Zeppelin IV o ZoSo o Four Symbols che dir si voglia, è il mio disco preferito.
Di seguito un articolo che scrissi per Eclipse Magazine, il mio primissimo articolo ROCK datato 01/04/2010.
Quando sentii Robert cantare, subito pensai che in lui ci fosse qualcosa che non andava. Intendiamoci, era bravo, ma quella specie di suo gemito primordiale aveva il potere di innervosirmi…” (Jimmy Page)
Il volto del rock è cambiato, le regole musicali sono state stravolte e le chitarre elettriche sono diventate il pane quotidiano. Siamo negli anni ‘70, o meglio, ci siamo ritornati attraverso la macchina del tempo nata dalla passione per il rock, quello vero. Proveremo a ripercorrere  l’incredibile cammino tracciato dai “Gods of Rock”, coloro i quali sono riusciti ad avere ben 9 album in classifica contemporaneamente: sono i Led Zeppelin, fondamentale pezzo di storia della musica internazionale, difficilmente paragonabili ad altre band.
Ci soffermeremo in particolare su un disco, quello della maturità, quello senza nome. Sì, perché  il quarto album dei Led Zeppelin, pubblicato l’8 novembre 1971 dall’Atlantic Records, è privo di un titolo ufficiale. Con grande riprovazione dell’etichetta, il disco uscì addirittura con una copertina su cui non compariva né il nome del gruppo, né il titolo dell’album, che per comodità venne denominato “IV”, ma anche “Four Symbols” (perché  all’interno della copertina erano riportati quattro simboli magici), o “Zo-So” (dal simbolo legato a Jimmy Page). L’intenzione era quella di focalizzare l’attenzione esclusivamente sulla musica, eliminando qualsiasi elemento “extra”. Il brano più importante dell’album è Stairway to Heaven, votata dai lettori del Melody Maker come la migliore canzone della storia del rock. Nonostante le  accuse di satanismo subite negli anni (qualcuno affermerà perfino che ascoltandola al contrario si possa percepire un messaggio demoniaco), “Stairway To Heaven” diverrà l’inno per antonomasia dei Led Zeppelin. Curiosamente, però, non verrà mai incisa su 45 giri, a causa dell’ostinato rifiuto della band, che continuerà a resistere orgogliosamente al pressing dei discografici. “Black dog”, con la sua rivisitazione del rock ‘n’ roll primordiale, “è nata dall’immagine potente di un vecchio cane nero che dormiva tutto il giorno in casa Headley Grange” (Jimmy Page). Altra curiosità riguarda “Rock ‘n’ roll”, basato su una delle strutture più frequenti del genere omonimo: il Blues in 12 misure di LA. Il chitarrista Jimmy Page ha dichiarato che la struttura della canzone è venuta fuori mentre si cercava di completare (invano) la stesura di “Four Sticks”. In un momento di ispirazione, Page ha cominciato a suonare e Plant ha scritto i testi.
Faremo musica finchè uno di noi non creperà” (Jimmy Page). E così è stato. I Led Zeppelin si sono sciolti alla morte del batterista John Bonham nel 1980.
Il rock ‘n’ roll però non è una band, né un pezzo di ghiaccio e, di conseguenza, non conosce l’azione riflessiva dello “sciogliersi”. Il rock ‘n’ roll è il cuore che pompa il sangue nelle vene, è l’adrenalina che si propaga nel sistema nervoso durante un assolo di chitarra elettrica, è la vibrazione che risveglia i corpi. Il rock ‘n’ roll sono i Led Zeppelin. Il rock ‘n’ roll non è morto e non morirà mai.
(da Eclipse Magazine –  www.eclipse-magazine.it)
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