Si può provare nostalgia per un passato mai vissuto?

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Vi è mai capitato di guardare un film ed immedesimarvi completamente nel protagonista? A me è capitato più di qualche volta, ma con Midnight in Paris è addirittura scattata l’esclamazione: “Ooooh! Ma sono proprio io! Gil è me. Io sono Gil!”.  Il sognatore Gil ama Parigi e gli anni ’20, camminare sotto la pioggia, i cafè e i bistrot; sta scrivendo un libro il cui protagonista lavora nel negozio Nostalgia, per i clienti che vivono nel passato. Per qualcuno si tratta di negazione, incapacità di affrontare il presente: è la sindrome dell’epoca d’oro. In realtà il vero protagonista del film non è esattamente Gil, bensì la nostalgia. Il mio amato Woody Allen ha voluto mandarci un messaggio: non mitizzate il passato, cercate il vostro posto nel presente e vedrete che spunterà anche fuori l’anima gemella. Come dargli torto?! Eppure io continuo a provare nostalgia per un’epoca che non ho mai vissuto, gli anni ’70. E’ come se fossi la reincarnazione di una ragazza vissuta in quegli anni, negli anni d’oro del rock. Questa mia caratteristica è ormai diventata il bersaglio preferito della “critica”. “Come fanno a piacerti queste cose da vecchi? Come fai ad ascoltare i Led Zeppelin? Come fai a leggere Bukowski? Devi ascoltare l’indie, l’elettronica, la musica moderna!”. Forse hanno ragione… è vero,  non riesco proprio a digerire gran parte di ciò che è contemporaneo. Preferisco addentrarmi nei meandri di epoche lontane, talmente distanti dalla mia realtà che mi affascinano, mi incuriosiscono come tutte le cose che percepisco come “molto diverse da me”. Sono semplicemente nata postuma. Oppure, come sostiene Allen, sono una di quelle persone che trovano difficile cavarsela nel presente. Probabilmente si tratta di un circolo vizioso: chi ha vissuto negli anni ’70 avrebbe voluto vivere negli anni ’30 e via dicendo. Dopo svariati incontri emozionanti, infatti, Gil si rende conto che in la nostalgia per il passato esiste in qualunque epoca. Però, cavolo, come si fa a non sognare di salire almeno una volta nella vita su una macchina del tempo? Come si fa a non invidiare uno scrittore che ha conosciuto i suoi miti letterari? Come si fa a non mitizzare la Parigi degli Anni Venti, tra Hemingway ed Eliot quando qui abbiamo Federico Moccia e Fabio Volo? Come posso io non mitizzare gli anni ’70 e i Led Zeppelin quando qui mi ritrovo i Modà? Quando troverete la cura alla sindrome dell’epoca d’oro fatemelo sapere. Vi prometto che sarò la prima a sperimentarla.

http://www.youtube.com/watch?v=k_yQ2XAfj1M&feature=related

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  1. Come ti capisco. Vivere gli anni 70, per me che sono un 91, sarebbe un sogno. Il rock, gli lp, la vespa, la mentalità di quei ragazzi! Il mondo contemporaneo mi fa quasi schifo, io non sono felice

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